“Chiunque cammini lungo una spiaggia può apprezzare il recital delle onde.. ma soltanto un poeta marino, che porti nelle proprie orecchie, dalla nascita alla morte, l’ostinato del mare, può con precisione misurare sistole e diastole delle onde e delle maree.”
                                                                                               R.Murray Shafer  Il paesaggio sonoro”

Geosounds è un’esperienza e una sperimentazione artistica che fa vivere il viaggio sonoro di Mariolina Zitta, iniziato nel 1992 …

È inoltre

  • Una installazione di oggetti sonori in materiale di Natura* e gong
  • Una performance
  • Un racconto sonoro
  • Un risveglio della memoria acustica primitiva
  • Un emergere di suoni dal sottosuolo – i suoni delle stalattiti
  • Un connettersi con il mondo dei suoni per noi inudibili – i “bat calls”
  • Un lasciarsi permeare dai suoni intimi del paesaggio alpino – i bramiti dei cervi
  • Un destrutturare la mente musicale con il non ritmo
  • Un ascolto che fonde sonorità naturali elementari con le vibrazioni complesse e inafferrabili dei gong
  • Una ritualità alla ricerca del Suono
  • Una sintonia tra la pietra percossa, strofinata, e il canto naturale.

* pietre sonore in ardesia, serpentino, pietra calcarea / litofoni monoliti in serpentino; legni grezzi di platano e brussonethia papirifera; semi fischietto e sonagli di semi; corno, conchiglia tromba.

Ventre della Terra, la caverna è stato il luogo dove l’uomo ha iniziato ad esprimere il senso dell’ arte e del sacro. La roccia ha ascoltato i vagiti dell’umanità, i suoni arcaici di oggetti percossi e soffiati; icona della notte, il pipistrello ha riempito lo spazio acustico con vibrazioni ultrasoniche……… La fusione di inudibili suoni notturni e frammenti di voci, materia e onde elettroniche, sospende l’anima nell’aritmìa dell’Eterno Ritorno e genera un atavico incantamento, eco forse del sentire perduto dell’Uomo delle origini.

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